All posts tagged: UMILIAZIONE

Happy Hour

Scritto da schiavo amos Pubblicato da Elvira Nazzarri   Avevo appena finito di lavare i pavimenti dell’appartamento come ogni venerdì quando sentii il rumore delle chiavi che aprivano la serratura della porta d’ingresso. Erano ormai tre mesi che due volte a settimana, il lunedì e il venerdì, la Padrona aveva deciso di usarmi per i lavori domestici. Aveva anche deciso che lo svolgimento dovesse essere il più umiliante possibile, così aveva definito che lo dovessi fare sempre completamente nudo. I pavimenti poi non li potevo pulire con lo spazzolone ma dovevo farlo in ginocchio con straccio e spazzola. Inoltre, quando come oggi non era presente, mi aveva imposto che lo facessi con alcuni “handicap” che mi lasciava scritti su un post-it all’entrata; «Così senti la mia presenza anche quando sono assente», mi aveva spiegato. Oggi l’indicazione era stata: «Mettiti il plug che trovi sul tavolo della cucina. Lo so, è un po’ più grosso del tuo standard, ma così ti serve da allenamento… e poi la ball-gag, mi piace pensarti così mentre pulisci. E poi …

Mistress Milano (epilogo)

Scritto da schiavo amos Pubblicato da Elvira Nazzarri   Quella parola, schiavo, pronunciato da una donna mi ha sempre eccitato. Crea distanza ed è in grado di farti sentire poco più di un oggetto. A volte le parole hanno un enorme potere emotivo. Ma detto da lei, che ne conosce il profondo significato, la distanza contemporaneamente si amplifica e si annulla. Nel nostro territorio di incontro, dove tutto ciò che per il mondo è in apparenza assurdo, per noi è il senso naturale delle cose. Le sue mani mi serrano i testicoli in una morsa senza via di fuga, mi da le spalle mentre mi trascina senza complimenti attraverso l’appartamento. L’unico rumore il suono deciso dei suoi tacchi. Entriamo in una grande stanza in penombra piena di attrezzi di ogni genere. Poi mi ordina di prendere una valigetta di legno posizionata in un angolo, di metterla per terra di fronte a me e di aprirla. Dentro è piena di biglie di legno. Mi fa inginocchiare sulle biglie, poi prende un bicchiere, mi dice di distendere …

La compagna di università

Scritto da Romolo Pubblicato da Elvira Nazzarri Elvira e Romolo sono compagni di università. Lei è una dea e tutti gli iscritti al corso sono estasiati, tutti sanno chi sia e non solo per la sua bellezza fuori dal comune, ma anche per l’intelligenza superiore che dimostra ogni volta che apre bocca nelle aule. La sua sicurezza e il suo portamento producono fascinazione e soggezione allo stesso tempo ed Elvira è consapevole di questi effetti e del potere che ha sugli uomini. Romolo, poi, è completamente innamorato della dea Elvira. Pensa a lei giorno e notte. Un giorno in università, mentre romolo rimugina cercando il coraggio di rivolgere la parola ad Elvira, lei gli si avvicina e lo invita a casa sua per studiare insieme. Romolo pensa ad un miracolo, un sogno che si avvera, non sa che il vero obiettivo di Elvira è quello di… umiliarlo profondamente. Infatti, tra le amiche della dea Elvira, è girata la diceria che Romolo abbia il pene piccolo… Arrivato sul pianerottolo della casa di Elvira, romolo è molto …

CFNM: l’umiliazione nella sua forma primaria

Un senso di terrore ed imbarazzo s’impossessa di te. Hai paura del mio giudizio. Stai tremando e sudando. L’ansia peggiora. Ti ho ispezionato lentamente, hai sentito le mie mani invadenti, scorrere sul tuo corpo attraverso i vestiti… Ciò ti provoca anche una forte di eccitazione, così la tua situazione peggiora. Non sai come nasconderlo. TI costringo a privarti di ogni indumento vietandoti di coprirti con le mani le parti intime. “Mani dietro la schiena!” Come quella volta che la mamma ti obligò a toglierti il costumino in spiaggia e hai notato tutti gli sguardi delle donne presenti e delle tue amichette… Sei completamente nudo, in mezzo alla stanza, in piedi, in bella mostra, io vestita di tutto punto, come sempre in modo elegante. Sei vulnerabile ed a mia completa disposizione. Percepisci un profondo senso di inadeguatezza, cerchi di chiudere gli occhi per non pensarci, ma io ti costringo a guardarmi. Subisci in silenzio questa umiliazione. Mantengo il mio sguardo fisso su di te, ti studio in ogni minimo particolare, senza parlare. Cosa terrificante per te. …