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La lezione

Scritto da: schiavo amos Pubblicato da: Elvira Nazzari (ricordo a tutti che i racconti sono narrazioni in prosa di contenuto fantastico) Sapevo che la Padrona era irritata anche se come suo solito non lo dava a vedere. Non avevo potuto essere presente alla convocazione per le pulizie del lunedì e come avevamo recentemente condiviso sul nuovo contratto sapevo che sarei stato punito. Quello che non sapevo era come… Varcai la soglia e come prima cosa iniziai a levarmi tutti i vestiti. Normalmente quando mi spogliavo la Padrona mi salutava e mi raccontava qualcosa. Questa volta no. Era seduta con i piedi sulla scrivania e mi guardò senza proferire parola. Sentivo il suo sguardo mentre mi mettevo nudo e quel silenzio mi mise in forte imbarazzo. Solitamente una volta nudo mi dovevo buttare ai suoi piedi come forma di saluto ma la scrivania ci separava e ero indeciso su che fare. Lei continuava a fissarmi fredda, io davanti a lei in piedi, nudo, con le mani dietro la schiena e il capo chino capivo che godeva …

Foot gagging

Ultimamente prediligo questa forma di feticismo. Soprattutto perché il feticista in questione subisce l’imposizione del mio piede, cosa che con una normale adorazione succede proprio raramente. Con tale modalità il dominio della mistress è indiscutibile: è lei che obbliga, impone, agisce, fa entrare il piede nella bocca dello schiavo, mentre con una forma classica di feticismo la mistress si rende oggetto di feticismo e il feticista è la parte attiva. Inoltre, c’è l’assenza della sessualità da parte del feticista. Perché il piede non viene a contatto con parti intime e il soggetto non ha nemmeno la possibilità di gustarsi il piede in maniera del tutto sensuale. Egli non percepisce appieno la morbidezza del piede, non lo annusa, non lo può né toccare né vedere. Non può nemmeno parlare. E’ costretto ad accogliere il piede senza goderne fisicamente, le sensazioni che ne derivano, infatti sono percettibili soprattutto a livello psicologico.  Il feticista patisce. Subisce un atto che di norma è tipicamente maschile, poiché è evidente l’analogia  con la fellatio  a parti invertite. Il feticista viene dominato! …

Lesbo BDSM

Arriva con il solito ritardo di mezz’ora. Entra e non si scusa. Così le dico: “Vieni avanti e saluta la tua padrona come si deve”. La mia schiava è una bellissima ragazza poco più che vent’enne, morettina, dal fisichino minuto, con un bel sederino tonico, tettine piccole e sode, un bel piedino 36. Sembra la mia gemellina. Io la accolgo come sempre seduta sulla scrivania. Lei avanza sino all’inginocchiatoio posto di fronte a me a pochi centimetri dalle mie splendide gambe. Si inginocchia e mette le mani dietro la schiena, chinandosi per baciarmi i piedi, esattamente come le ho insegnato.  Indossa una gonnellina cortissima a pieghettine, converse bianche, calzini bianchi e un toppino bianco striminzito che lascia scoperto l’ombelico.  Sembra una collegiale. Le piace “troieggiare” e far impazzire gli uomini (tratto molto comune). Siamo esibizioniste, non posso negarlo. Io invece sfoggio un intimo nero molto raffinato, calze da reggicalze e cappellino con veletta, trucco da pin-up con labbra rosso fuoco. Mi alzo, mi faccio baciare anche la balza della calza e subisco un morsetto sulla …

Il contratto di schiavitù

Scritto da schiavo amos   Mi sono sempre domandato se un atto come un contratto tra una Padrona e il suo schiavo potesse avere un senso. In realtà non ho mai creduto che il contratto di schiavitù potesse aggiungere molto a quello che è un rapporto fatto di equilibrio tra complicità e compensazione tra due persone consapevoli e consezienti. In fondo ho sempre vissuto questo lato della sessualità come un gioco e il contratto come un qualcosa che poteva fare parte di una messa in scena e che quindi si esaurisse al termine di una seduta e che al massimo potesse avere strascichi molto blandi. E forse è proprio qui che si può trovare la risposta, nel confine che separa il gioco dalla realtà. Sempre che esista questo confine. Ultimamente alcuni eventi mi hanno fatto considerare e desiderare di avere un evoluzione. Non entrerò nel merito di questa mia nuova motivazione, anche perché valicherei ambiti molto privati che è bene rimangano tali, ma in questa nuova visione il contratto di schiavitù ha assunto un nuovo …

Uno “special treat”…

Conosco lo schiavo “amos” da circa una decina di anni oramai. Il nostro rapporto molto particolare è frutto di in un feeling radicato rispetto a una dominazione superficiale. In parte è anche merito di una sua predisposizione nei miei confronti e sua assoluta devozione.  Ha preso sul serio la sua posizione da sottomesso organizzandosi in modo che potessi imporgli i miei ordini in qualsiasi orario della giornata 24 ore su 24, i weekend compresi.  Tuttavia un giorno mentre puliva lo studio… ha visto una notifica whatsapp sullo schermo del mio telefono… “Mon amour, ho voglia di vederti e… “. Non sopportava proprio quell’uomo e forse da sempre aveva un debole per me. La prima volta che ci siamo visti mi ha guardata come fossi un bocconcino succulento da assaggiare, salvo poi finire immediatamente appeso per le caviglie a testa in giù, tanto per fargli capire chi comanda. Credo proprio che “amos” mi ami immensamente, sebbene abbia famiglia. Nonostante ciò non potevo tollerare un commento inadeguato da parte di un sottomesso, che poi sfociò in una …

Fuffy

La giornata uggiosa di oggi mi fa sentire la mancanza dei miei cagnoloni pelosi. Sin da quando ne ho memoria, oltre ad avere il mio amico F. sempre presente, avevo nella stretta vicinanza dei cani. Quelli da caccia di mio nonno e poi, successivamente,  quelli personali. Mi piaceva addestrarli ma anche solo averli vicino e servirmene come poggiapiedi. Milano non mi sembra una città adatta per i cani della taglia che preferisco, soprattutto se non si possiede un ampio giardino. Di conseguenza, talvolta capita che questo ruolo venga assegnato a qualche surrogato, mio schiavo. Il mio fedele Fuffy deve sapersi comportare, sono molto esigente, quindi richiedo un cane capace di apprendere i principali comandi velocemente con il primo addestramento. Mi servo di rinforzi necessari per tale addestramento. Ovvero, se il cane sbaglia, viene punito immediatamente e severamente con il guinzaglio in cuoio oppure il tacco delle mie ballerine, sempre in cuoio. Se, invece, esegue in modo impeccabile ciò che gli è richiesto, viene premiato con dei biscotti o con delle coccole. Sono convinta che solo …

Tacchi a spillo

Il tacco a spillo è l’ambasciatore e l’icona della donna dominante per natura. Solo una donna molto sicura di sé e aggraziata riesce a essere sensuale nella camminata sui tacchi a spillo che sono tutto fuorché stabili. Il segreto è spostare il peso sulle punte, dato che l’appoggio del tacco a spillo prevede una superficie minuscola che tende a sbilanciare la camminata. Talvolta capita che i tacchi a spillo flettano in quanto posizionati in una maniera non adeguata. Nell’immaginario maschile della donna aggressiva è molto meglio se i tacchi sono eccessivi senza zeppa davanti. Una donna sicura non teme la propria statura e non c’è bisogno che esageri con le zeppe. I tacchi a spillo esaltano i polpacci rendendo i muscoli più tesi. Enfatizzano anche l’arco del piedino, aumentando la fessura tra il piede e la scarpa, suscitando pensieri indicibili nelle menti dei feticisti. II tacco a spillo diventa uno strumento di forza e di tortura nelle mani di una abile dominatrice portando l’uomo sottomesso ad essere più vulnerabile. Pensiamo al classico ticchettio dei tacchi a spillo sul pavimento capace di far rabbrividire alcuni sottomessi, specie  se in …

Il cavalier servente, una categoria in via d’estinzione.

Un cavalier servente, o cicisbeo, era una figura che spettava di diritto alle dame di alta società nel passato, prima della rivoluzione francese. Era una sorta di amante e servo il cui compito era dare alla dama tutto ciò di cui aveva bisogno, ovvero attenzioni, comprensione, ascolto, cura dell’estetica e del corpo. Spesso il diritto di avere un cavalier servente era presente e specificato nei contratti pre-matrimoniali. Direi che ai mariti alleggeriva alcune spiacevoli doveri nei confronti delle consorti. Purtroppo viviamo in un’altra epoca, non ci sono più molti presupposti per questo tipo di comportamento. Oramai i figli vengono educati in maniera differente, i genitori tendono a marcare l’individualismo e le ambizioni invece di concentrarsi anche sull’altruismo e il rispetto. Le mamme diventano serve dei figli invece di farsi rispettare e così lo sviluppo di un cavalier servente viene ostacolato. Viviamo in tempi frenetici e si ha poco tempo anche per sé stessi. Le donne, il più delle volte, non sanno farsi rispettare e quasi tutti gli uomini sono poco responsabili e ancor meno propensi …