All posts filed under: Racconti dei miei faithful

La dottoressa

Scritto da: GelindoPubblicato da: Elvira Nazzarri (i racconti sono espressioni di fantasia messa in prosa) Era diverso tempo che rimandavo una visita di controllo, non ho mai amato moltissimo farmi visitare e poi sapevo quello che il medico mi avrebbe detto: dovevo perdere dei chili e fare più moto, gli anni passavano e non mi potevo più permettere di trascurarmi. La solita ramanzina che avrebbe colto nel segno, visto che sapevo benissimo che avrebbe avuto ragione. Quando sul lavoro mi dissero che a breve sarebbe stato necessario produrre un certificato medico e che per farlo dal medico convenzionato aveva tempi di attesa lunghi per poi avere una visita assolutamente sbrigativa pensai che la misura era colma e che era l’occasione per farmi vedere da un medico preparato. Fu così che, attraverso una mia collega – che capii solo dopo il perché del suo insistere e dei sorrisi maliziosi nel farlo – mi fu consigliato il nome della dottoressa Elvira Nazzarri. Presi appuntamento per una visita completa spiegando che era diverso tempo che non facevo controlli …

La lezione

Scritto da: schiavo amos Pubblicato da: Elvira Nazzari (ricordo a tutti che i racconti sono narrazioni in prosa di contenuto fantastico) Sapevo che la Padrona era irritata anche se come suo solito non lo dava a vedere. Non avevo potuto essere presente alla convocazione per le pulizie del lunedì e come avevamo recentemente condiviso sul nuovo contratto sapevo che sarei stato punito. Quello che non sapevo era come… Varcai la soglia e come prima cosa iniziai a levarmi tutti i vestiti. Normalmente quando mi spogliavo la Padrona mi salutava e mi raccontava qualcosa. Questa volta no. Era seduta con i piedi sulla scrivania e mi guardò senza proferire parola. Sentivo il suo sguardo mentre mi mettevo nudo e quel silenzio mi mise in forte imbarazzo. Solitamente una volta nudo mi dovevo buttare ai suoi piedi come forma di saluto ma la scrivania ci separava e ero indeciso su che fare. Lei continuava a fissarmi fredda, io davanti a lei in piedi, nudo, con le mani dietro la schiena e il capo chino capivo che godeva …

Il giorno in cui diventai uno schiavo

Scritto da schiavo amos Pubblicato da Elvira Nazzarri   Normalmente gran parte della nostra vita è fatta di giornate una uguale all’altra e dove gli avvenimenti non modificano un granché ciò che avverrà nei giorni seguenti. Poi, a volte, capitano eventi che invece ci cambieranno per sempre. Ma non sempre sono semplici da riconoscere nel momento in cui accadono, si vedono più chiaramente guardandosi indietro, sono momenti chiave in cui una decisione modificherà in modo sostanziale la nostra vita. Questo è il racconto di uno di questi momenti. Il giorno che diventai lo schiavo di Elvira. Il suono della notifica di e-mail ricevuta mi ridestò dalla concentrazione del lavoro che stavo portando a termine. Pensai fosse la solita scocciatura, ma quando aprii il client di posta di lavoro non vidi nulla. Guardai allora gli altri account e vidi che il numero 1 nel bollino rosso era quello della mail di Elvira. Era da qualche giorno che non ci sentivamo e diversi mesi che la nostra frequentazione era diventata molto saltuaria. La aprii con la solita …

Il marito cornuto

scritto da Kobar pubblicato da Elvira Nazzarri Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. La scontatezza di un proverbio, popolare al punto da essere quasi banale, può essere ancor più insopportabile se esprime fedelmente ciò che in effetti è accaduto. Insopportabile per chi si sente vittima dell’accaduto. Pur essendosela cercata. Uno degli aspetti più logoranti del traffico sono le attese ai semafori rossi. In realtà non è tanto l’attesa quanto il nevrotico conto alla rovescia, tipico dell’automobilista consumato da questa routine. Se poi il tragitto ha come meta un appuntamento con qualcosa che si è pensato e desiderato nel tempo, diventa praticamente una tortura. Arancio “per gli altri”, una mano si stacca dal volante lasciando una leggera impronta di sudore, afferra il cambio, prima, la frizione sale e l’auto riparte. Avrebbe dovuto ripetere questo gesto ancora una ventina di volte prima di poter dire siamo arrivati. Siamo. Alessandra e Gianni. Il parcheggio fortunoso vicino all’ingresso fu fonte di sollievo per Alessandra, mentre Gianni si rese conto che non era tanto l’attesa …

Jealousy, turning saints into the sea…

Scritto da schiavo amos Pubblicato da Elvira Nazzarri Come quasi sempre ultimamente gli ordini arrivavano asciutti e improvvisi sulla mail con la quale ci tenevamo in contatto. «Venerdì devo essere alle 13:45 in via Rezia, 8. Fai da autista». Non era la prima volta che mi chiedeva di accompagnarla ma da quando si era trasferita e aveva dato una svolta al nostro rapporto, quelle che una volta erano la richiesta di un favore erano diventati veri e propri ordini. Le chiesi maggiori ragguagli sugli orari per potermi organizzare con i miei impegni e mi disse che avrei dovuto aspettarla per un’ora e mezza e poi riaccompagnarla a casa. Guardai con Google Maps per capire dove fosse e quanto tempo ci volesse per il viaggio e guardando con Street View vidi che al civico indicato c’era un’anonima palazzina di appartamenti anni ‘60. Di fianco una piscina. Cominciai a chiedermi cosa dovesse andare a fare in quel posto, so che non nuota quindi la piscina era da escludere e il palazzo non sembrava potesse essere la sede …

La tela del ragno…

Scritto da: Dasa Pubblicato da: Elvira Nazzarri La ragnatela è una sottile tela costituita da fili microscopici che i ragni tessono allo scopo di intrappolare le proprie prede, in genere insetti, recita sobria e didascalica Wikipedia. Un breve scambio di messaggi su Whatsapp, di quelli in cui, con una breve frase, mi fa eccitare come se fossi accarezzato dalle mani sapienti di tre donne contemporaneamente: azzerami Padrona, La imploro, sono così sopraffatto dal Suo dominio che non tollero la mia identità, vorrei solo esistere in quanto Suo schiavo. Le è tutto molto chiaro. Due disegnini, uno di fianco all’altro, e mi spiega con la consueta ironia cosa mi sta succedendo. Un ragnetto e una ragnatela. Sono caduto nella Tua tela? chiedo, “Sì”, e sparisce senza aggiungere altro. Da quel momento mi vedo come sono in realtà, mi sento come sono in realtà e vedo una scena molto eccitante: sono imprigionato dentro una rete fittissima ed elastica di fibra sottilissima, delicata eppure così potente da sorreggere il mio corpo, attutirne l’impatto, adattarsi alle mie forme per …

Amerigo

Scritto da Amerigo Pubblicato da Elvira Nazzarri Ho immaginato di entrare nel suo studio convinto di trovarla in piedi di fronte alla scrivania ad aspettarmi come sempre. Ma è arrivata perentoria la Sua voce inflessibile che mi ha detto: “rimani rivolto di verso la scrivania ed inizia a spogliarti schiavo”. La voce arrivava da dietro me, forse dal bagno: “Ora inginocchiati e prostrati verso la scrivania”. A quel punto sento il rumore dei tacchi che si avvicinano, è dietro di me ed appoggia la sua scarpa nel mio sedere, il tacco sta sfiorando l’ano e lei inizia a strisciarlo lentamente e dolcemente mentre inizio ad eccitarmi come un maiale. “Vedo che sei già eccitato porco, come ti permetti! Lo puoi fare solo se sono io a concedertelo. Se non sei in grado di controllarti penserò io ad un bel rimedio per te! Voglio che tu vada a quattro zampe a metterti davanti alla pedana in ginocchio ed appoggi la testa sotto al trono con gli occhi chiusi”. Mi dirigo nell’altra sala e mi posiziono come …

Il gioco delle maschere

Scritto da : Artemis Pubblicato da: Elvira Nazzarri Lei entra nello studio e si ritrova una visione potente: tre figure di uomini completamente coperti dalle toghe con i volti nascosti dietro a delle maschere, a dir poco evocative. Le maschere sono in metallo e totalmente impersonali, hanno solo piccoli spazi per gli occhi, due foretti minuscoli per respirare, uno spazio piccolo per la bocca e, al posto del naso, terminano con falli, di forma e dimensione diverse. Gli uomini, inoltre, sono legati con delle polsiere: due in ginocchio con le mani dietro la schiena stretti alle gambe della grande scrivania. Sembrano sorreggerla. L’altro è legato a croce in cima.  La donna li conosce. Sono i fratelli che fino a ieri frequentava separatamente. Si esalta, perché è fortemente attratta da loro e ora si può avvicinare e disporne di loro come vuole lei. Sono inermi, in attesa di quel che succederà. Lei non riesce a trattenersi. Con loro la natura è stata molto generosa e, quindi, appena si avvicina ai primi due si abbassa e li …