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Amanti a distanza

Era la prima giornata di pioggia dopo un lungo periodo di beltempo che aveva reso ancor più pesante la quarantena forzata. Una vena di malinconia attraversava la mente di Silvia. Gli alberi in fiore nel giardino le ricordavano la primavera, i colori vivaci risvegliarono i sensi e le voglie…  era il momento di fare qualcosa per movimentare la fantasia. Dopotutto i siti di filmini porno li aveva consultati tutti e ormai conosceva i filmati a memoria. La sessualità cala sempre quando si smette di immaginare. Decise quindi di contattare Amleto, sapeva che il suo amante era a casa probabilmente sommerso da qualche faldone e che gli sarebbe certamente piaciuta qualche “loro” distrazione. Spesso si sentivano per giocare a distanza anche quando ai tempi ci si poteva muovere, lo reputavano un modo per tenere viva la loro storia e alimentare il desiderio reciproco.  Silvia lanciò una proposta ad Amleto, gli diede un orario e un indirizzo… un piccolo negozio di alimentari in centro a Milano, raggiungibile facilmente da entrambi. Ci voleva però un’ulteriore stimolo per motivare …

Dandling sensuale

Shoeplay… il negozio dei sogni divenuti realtà

Celso era un ragazzo trentenne laureato in psicologia e purtroppo disoccupato come spesso accade scegliendo quel tipo di studi.  Tuttavia per lui era fondamentale quel percorso, sperava di scoprire di più su sè stesso al fine di conoscersi meglio e sconfiggere i suoi demoni. Le sue pulsioni lo turbavano, sin da quando ne aveva ricordi era attratto da particolari circostanze legate al piede femminile e la sottomissione a esso. Celso se ne vergognava profondamente e il disinteresse per il resto dei così detti rapporti normali lo aveva spinto a emarginarsi e astenersi dal contatto con il gentil sesso. Un giorno evidentemente il filo rosso del destino giocò la sua parte. Celso aveva trovato lavoro in un negozio di scarpe con un nome particolare: Shoeplay. Il primo giorno di lavoro andò piuttosto bene, era un negozio frequentato da signore che sapevano cosa desiderare. Gli articoli erano eleganti ma sopratutto sexy, l’ambiente era molto curato e le vendite andavano alla grande. Celso era soddisfatto, le clienti erano gentili, la responsabile del negozio era una donna piacevole e …

Foot gagging

Ultimamente prediligo questa forma di feticismo. Soprattutto perché il feticista in questione subisce l’imposizione del mio piede, cosa che con una normale adorazione succede proprio raramente. Con tale modalità il dominio della mistress è indiscutibile: è lei che obbliga, impone, agisce, fa entrare il piede nella bocca dello schiavo, mentre con una forma classica di feticismo la mistress si rende oggetto di feticismo e il feticista è la parte attiva. Inoltre, c’è l’assenza della sessualità da parte del feticista. Perché il piede non viene a contatto con parti intime e il soggetto non ha nemmeno la possibilità di gustarsi il piede in maniera del tutto sensuale. Egli non percepisce appieno la morbidezza del piede, non lo annusa, non lo può né toccare né vedere. Non può nemmeno parlare. E’ costretto ad accogliere il piede senza goderne fisicamente, le sensazioni che ne derivano, infatti sono percettibili soprattutto a livello psicologico.  Il feticista patisce. Subisce un atto che di norma è tipicamente maschile, poiché è evidente l’analogia  con la fellatio  a parti invertite. Il feticista viene dominato! …

La mia passione per le calze fully fashioned

Questa attrazione per le calze da reggicalze me la trascino da tempo, sin da quando ero una bimbetta. Adoro le calze da reggicalze, forse perché le ammiravo indosso a mia nonna e mia madre. Le osservavo mentre si vestivano con cura e non vedevo l’ora di poter  mettere anch’io quell’accessorio con le calze, invece che i noiosi e odiosi collant o parigine o ancora peggio quei calzinetti bianchi in pizzo stile manga. Ma cosa ero una bambola? Forse abbinavo la loro mise a una certa sensualità. C’è da dire che entrambe avevano un bel fisichino slanciato e ben proporzionato. Credo che aiutasse a vederle molto sensuali. Ammetto anche che, di nascosto provavo le calze e le décolletè 34/35 di mia madre, sfilando davanti allo specchio. Ovviamente ci sarei entrata come minimo 2 volte.  Non credo di aver mai visto un paio di autoreggenti in famiglia… quelle non mi vanno proprio a genio. Credo comunque sia merito di mio padre feticista delle calze, delle gambe e dei piedini. Lui ha una certa età. Era in corso …

Fuffy

La giornata uggiosa di oggi mi fa sentire la mancanza dei miei cagnoloni pelosi. Sin da quando ne ho memoria, oltre ad avere il mio amico F. sempre presente, avevo nella stretta vicinanza dei cani. Quelli da caccia di mio nonno e poi, successivamente,  quelli personali. Mi piaceva addestrarli ma anche solo averli vicino e servirmene come poggiapiedi. Milano non mi sembra una città adatta per i cani della taglia che preferisco, soprattutto se non si possiede un ampio giardino. Di conseguenza, talvolta capita che questo ruolo venga assegnato a qualche surrogato, mio schiavo. Il mio fedele Fuffy deve sapersi comportare, sono molto esigente, quindi richiedo un cane capace di apprendere i principali comandi velocemente con il primo addestramento. Mi servo di rinforzi necessari per tale addestramento. Ovvero, se il cane sbaglia, viene punito immediatamente e severamente con il guinzaglio in cuoio oppure il tacco delle mie ballerine, sempre in cuoio. Se, invece, esegue in modo impeccabile ciò che gli è richiesto, viene premiato con dei biscotti o con delle coccole. Sono convinta che solo …

Tacchi a spillo

Il tacco a spillo è l’ambasciatore e l’icona della donna dominante per natura. Solo una donna molto sicura di sé e aggraziata riesce a essere sensuale nella camminata sui tacchi a spillo che sono tutto fuorché stabili. Il segreto è spostare il peso sulle punte, dato che l’appoggio del tacco a spillo prevede una superficie minuscola che tende a sbilanciare la camminata. Talvolta capita che i tacchi a spillo flettano in quanto posizionati in una maniera non adeguata. Nell’immaginario maschile della donna aggressiva è molto meglio se i tacchi sono eccessivi senza zeppa davanti. Una donna sicura non teme la propria statura e non c’è bisogno che esageri con le zeppe. I tacchi a spillo esaltano i polpacci rendendo i muscoli più tesi. Enfatizzano anche l’arco del piedino, aumentando la fessura tra il piede e la scarpa, suscitando pensieri indicibili nelle menti dei feticisti. II tacco a spillo diventa uno strumento di forza e di tortura nelle mani di una abile dominatrice portando l’uomo sottomesso ad essere più vulnerabile. Pensiamo al classico ticchettio dei tacchi …

Piedi odorosi

La ricerca di piedi odorosi nell’ambito del feticismo non mi è per nulla nuova. Già da piccola, durante i primi giochini “piedosi” con il mio amico Luca, avevo capito che preferiva i piedini vissuti. Si infilava sotto il tavolo e lentamente se li godeva. Iniziava osservando e carezzando il piede lievemente sul toe cleavage che spuntava dalla ciabattina. Poi saliva come ipnotizzato verso l’arco e pian piano avvicinava il volto al piedino per annusarlo. Quanto era delicato il mio “mister presunzione”, spendeva la maggior parte del tempo così, solo in fine si decideva a leccarlo.  Lo guardava con uno sguardo pieno di delicatezza ed amore, oserei direi. Il mio piedino per lui era sacro. Aveva spesso il timore che leccandolo il mio profumo svanisse e quindi l’adorazione era tutta concentrata sulle carezze e sull’annusare i miei piedini e solo infine quando si stancava decideva di leccarli per bene. Da qualche anno a questa parte coltivo una cara amicizia con un altro feticista, un ragazzo per cui nutro un profondo affetto materno. Anche lui ama i …

Attrazione per i tacchi alti

Si legge spesso che a indossare i tacchi alti sono personalità insicure. Per carità! Ci saranno donne che ogni tanto decidono di indossare i tacchi alti per sentirsi più alte o più attraenti, per darsi un tono, per avere più personalità o con la speranza di migliorare di colpo il loro corpo alzando un pochino i glutei. Scegliendo un bel paio di scarpe vistose o alla moda si può anche avere meno paura del giudizio altrui, dicono.  Onestamente direi che si tratta di un gap mentale. Se si mette qualcosa di evidentemente vistoso e fuori dal coro bisognerebbe anche saper difendere questa scelta con una personalità forte o creativa, altrimenti si diventerebbe bersaglio di critiche. La gente non ama la diversità ma la apprezza nei cosiddetti vincenti. Evito di approfondire poiché scivolerei nel complesso tema del bandwagoning. Sin dalla giovane età, io amo e adoro i tacchi. Vivo per loro. I miei primi ricordi legati alle scarpe da donna con i tacchi vertiginosi risalgono a quando avevo circa 5 anni. Aspettavo che mia madre si …