All posts tagged: MISTRESS

L’imboscata

Attraversavo un periodo in cui avevo pochi stimoli, pochi brividi, poche emozioni. Tutto era già visto e rivisto. Avevo sperimentato troppo e nulla mi dava quella scossa necessaria per alleviare la mente. L’inverno si era calato dentro di me, mi ero congelata, ero scostante e mi sentivo come un pozzo che non può più dare acqua.  Due cose detesto più di ogni altra: la slealtà e l’abitudine. Restare ferma al palo in qualsiasi settore della vita mi innervosisce e mi deprime. Avevo bisogno di qualcosa di forte o, perlomeno, di diverso. I mariti che mi offrivano le mogli o le amanti non mi stimolavano più, dopotutto: era un copione quasi identico ogni volta. Ahimè, le donne sono prevedibili, almeno la maggior parte di loro. Invece gli schiavi giustamente pretendono che sia io a gestire tutto e i nostri contratti di sudditanza prevedono che loro non abbiano voce in capitolo- Anche se volessero, non potrebbero richiedere nessun nuovo gioco. (sono una Despota estremamente possessiva, dittatoriale e severa). Così’ mi inventai una vera bastardata… Mercoledì al solito …

Il marito cornuto

scritto da Kobar pubblicato da Elvira Nazzarri Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. La scontatezza di un proverbio, popolare al punto da essere quasi banale, può essere ancor più insopportabile se esprime fedelmente ciò che in effetti è accaduto. Insopportabile per chi si sente vittima dell’accaduto. Pur essendosela cercata. Uno degli aspetti più logoranti del traffico sono le attese ai semafori rossi. In realtà non è tanto l’attesa quanto il nevrotico conto alla rovescia, tipico dell’automobilista consumato da questa routine. Se poi il tragitto ha come meta un appuntamento con qualcosa che si è pensato e desiderato nel tempo, diventa praticamente una tortura. Arancio “per gli altri”, una mano si stacca dal volante lasciando una leggera impronta di sudore, afferra il cambio, prima, la frizione sale e l’auto riparte. Avrebbe dovuto ripetere questo gesto ancora una ventina di volte prima di poter dire siamo arrivati. Siamo. Alessandra e Gianni. Il parcheggio fortunoso vicino all’ingresso fu fonte di sollievo per Alessandra, mentre Gianni si rese conto che non era tanto l’attesa …

Il giorno in cui diventai uno schiavo

Scritto da schiavo amos Pubblicato da Elvira Nazzarri   Normalmente gran parte della nostra vita è fatta di giornate una uguale all’altra e dove gli avvenimenti non modificano un granché ciò che avverrà nei giorni seguenti. Poi, a volte, capitano eventi che invece ci cambieranno per sempre. Ma non sempre sono semplici da riconoscere nel momento in cui accadono, si vedono più chiaramente guardandosi indietro, sono momenti chiave in cui una decisione modificherà in modo sostanziale la nostra vita. Questo è il racconto di uno di questi momenti. Il giorno che diventai lo schiavo di Elvira. Il suono della notifica di e-mail ricevuta mi ridestò dalla concentrazione del lavoro che stavo portando a termine. Pensai fosse la solita scocciatura, ma quando aprii il client di posta di lavoro non vidi nulla. Guardai allora gli altri account e vidi che il numero 1 nel bollino rosso era quello della mail di Elvira. Era da qualche giorno che non ci sentivamo e diversi mesi che la nostra frequentazione era diventata molto saltuaria. La aprii con la solita …

Happy Hour

Scritto da schiavo amos Pubblicato da Elvira Nazzarri   Avevo appena finito di lavare i pavimenti dell’appartamento come ogni venerdì quando sentii il rumore delle chiavi che aprivano la serratura della porta d’ingresso. Erano ormai tre mesi che due volte a settimana, il lunedì e il venerdì, la Padrona aveva deciso di usarmi per i lavori domestici. Aveva anche deciso che lo svolgimento dovesse essere il più umiliante possibile, così aveva definito che lo dovessi fare sempre completamente nudo. I pavimenti poi non li potevo pulire con lo spazzolone ma dovevo farlo in ginocchio con straccio e spazzola. Inoltre, quando come oggi non era presente, mi aveva imposto che lo facessi con alcuni “handicap” che mi lasciava scritti su un post-it all’entrata; «Così senti la mia presenza anche quando sono assente», mi aveva spiegato. Oggi l’indicazione era stata: «Mettiti il plug che trovi sul tavolo della cucina. Lo so, è un po’ più grosso del tuo standard, ma così ti serve da allenamento… e poi la ball-gag, mi piace pensarti così mentre pulisci. E poi …

Foot gagging

Ultimamente prediligo questa forma di feticismo. Soprattutto perché il feticista in questione subisce l’imposizione del mio piede, cosa che con una normale adorazione succede proprio raramente. Con tale modalità il dominio della mistress è indiscutibile: è lei che obbliga, impone, agisce, fa entrare il piede nella bocca dello schiavo, mentre con una forma classica di feticismo la mistress si rende oggetto di feticismo e il feticista è la parte attiva. Inoltre, c’è l’assenza della sessualità da parte del feticista. Perché il piede non viene a contatto con parti intime e il soggetto non ha nemmeno la possibilità di gustarsi il piede in maniera del tutto sensuale. Egli non percepisce appieno la morbidezza del piede, non lo annusa, non lo può né toccare né vedere. Non può nemmeno parlare. E’ costretto ad accogliere il piede senza goderne fisicamente, le sensazioni che ne derivano, infatti sono percettibili soprattutto a livello psicologico.  Il feticista patisce. Subisce un atto che di norma è tipicamente maschile, poiché è evidente l’analogia  con la fellatio  a parti invertite. Il feticista viene dominato! …

La petite mort

scritto da Dasa pubblicato da Elvira Nazzarri L’attimo prima si vorrebbe non terminasse mai, quello dopo si vorrebbe essere altrove. Un rapporto idiosincratico quello fra l’uomo e il suo orgasmo. È più di un attimo in realtà, una manciata di secondi di pura estasi che fa comprendere, con Garcia Marquez, perché gli uomini hanno paura di morire. Tutti conoscono l’orgasmo, inutile discuterne. Più interessante, questo il compito che mi ha assegnato Mistress Elvira, ragionare sul se e come cambia l’orgasmo in un rapporto di sottomissione. In effetti si possono considerare alcuni elementi che ne differenziano, se non l’intensità e la durata, il rapporto fra il prima e il dopo. Come nel massimo di una funzione matematica, l’eccitazione cresce fino al punto più alto dal quale non può che cadere. L’orgasmo, matematicamente parlando, è quel repentino precipitare della funzione dal massimo al minimo in pochi secondi. In sintesi, si tratta di comprendere se il desiderio disegna una funzione identica nei due casi e in cosa consiste la differenza. La fisiologia è impietosa, non le si sfugge. Sottomettersi a …

Mistress Elvira

Tributo alla mia Signora

Scritto da Ambrogio Pubblicato da Elvira Nazzarri Dedicato a E come Eccelsa L come Luminosa V come Vera I come Inimitabile R come Regale A come Adorabile Signora nell’intimo, nata per essere servita e riverita, naturalmente elegante, dispensatrice di raffinate delizie, consapevole del Suo potere e capace di esercitarlo con competenza, sicurezza e spontaneità. Lama d’acciaio avvolta in un drappo di morbida e profumata seta. Fresca di giovinezza ed esperta di passione. Piedini da Venere e treccia d’Amazzone fiera. GRAZIE, per avermi permesso di conoscerLa, GRAZIE, per essersi degnata di accettarmi tra i Suoi selezionati fedeli, GRAZIE, per continuare a concedermi di servirLa, GRAZIE, per aver mostrato di gradire la mia devozione, GRAZIE, per avermi voluto elargire i doni che Lei sa tanto sapientemente lasciar immaginare, far desiderare e infine compiacersi di dispensare, come, quanto e quando e a chi Lei vuole. Sperando di continuare a meritarmi tutto questo per poter godere del Suo piacere… Il Suo devotissimo Ambrogio, grato e adorante.

La Signora e il suo maggiordomo

Scritto da Ambrogio
 Pubblicato da Elvira Nazzarri E’ un tranquillo pomeriggio d’inverno. La Signora è in casa mentre il fedele Ambrogio sbriga le mansioni che Lei gli ha assegnato. Ma la Signora non si accontenta di essere servita. Pretende anche di divertirsi… E così, mentre sorseggia la Sua tisana e legge svogliatamente un fumetto d’autore, la Sua fertile fantasia si mette all’opera… Impugna la campanella che tiene sempre a portata di mano per richiamare l’attenzione di Ambrogio, al quale ha insegnato che al primo scampanellio deve precipitarsi da Lei interrompendo immediatamente qualsiasi altra attività. Ambrogio conosce bene quella regola (come le molte altre che la sua Signora gli ha insegnato, spesso ricorrendo a metodi “didattici” assai efficaci…), ma in quel momento era impegnato nel riordino del cassetto in cui è custodita una parte dell’infinita collezione di biancheria intima della sua Signora. Un’attività che gli richiede sempre la massima concentrazione, ma gli procura anche una insidiosa tendenza a… fantasticare! «Allora!?!?! Sei diventato sordo?!?!? Non senti che ti sto chiamando??!?!» Gli grida la Signora spazientita. E senza …

Sweet dreams… bdsm come ricerca di equilibrio e benessere psicofisico.

Come diceva il testo della famosa canzone, chi sono io per dissentire? Da che mondo è mondo ci sono persone che si incontrano, persone con bisogni o, se volete, chiamiamoli istinti. Talvolta i bisogni sono diversi, di tanto in tanto complementari e qualche altra volta i bisogni sono identici.  Ci sono persone che vogliono usare gli altri, altri che vogliono essere usati, c’è chi vuol imporsi e abusare del prossimo e chi vuol essere abusato, privato di ogni responsabilità e scelta.  Perché si generano questi bisogni? Il bdsm è da considerarsi una cosa squallida? Direi proprio di no, il bdsm è molto di più di una banale espressione di potere e sottomissione; è qualcosa di molto più profondo e vissuto. Ovvio se si incontrano le persone giuste esattamente come nelle relazioni normali. Immaginiamo un rapporto bdsm come una barca a remi con due vogatori. Perché il rapporto funzioni bisogna che remino entrambi nella stessa direzione, non ciascuno nella direzione opposta o peggio uno che si fa trasportare dall’altro senza muovere un dito. A me personalmente …

La cura dei dettagli

Cos’è un dettaglio? Una particolarità quasi trascurabile, se vista in modo isolato, ma infinitamente influente in una visione d’insieme delle cose. Un dettaglio che rende gli oggetti unici. Il modo per distinguere un tipo di pellame autentico da quello stampato nella calzature o borse, per esempio, è guardare le piccole crepe che rendono il pellame disomogeneo. Il dettaglio è importante per distinguere gli oggetti di serie da quelli autentici, che si parli di quadri, porcellane, mobili, scarpe, abbigliamenti, tappeti, accessori. Un dettaglio può determinare il valore dell’oggetto in questione. Un minuscolo dettaglio in una foto può alterare la sua intera percezione e renderla infinitamente più gradevole o più incisiva. Le luci in una scenografia determinano la differenza di qualità di un film, come il montaggio e i piani sequenza. Siamo circondati da dettagli in qualsiasi campo della nostra vita.  Attraverso i dettagli si possono esprimere artigiani, artisti, cuochi, insegnanti, designer, manager, venditori…  Il dettaglio, quindi, come lo vedo io è un’espressione di cura, di amore per ciò che si fa. Va visto come un segno …