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Il giorno in cui diventai uno schiavo

Scritto da schiavo amos Pubblicato da Elvira Nazzarri   Normalmente gran parte della nostra vita è fatta di giornate una uguale all’altra e dove gli avvenimenti non modificano un granché ciò che avverrà nei giorni seguenti. Poi, a volte, capitano eventi che invece ci cambieranno per sempre. Ma non sempre sono semplici da riconoscere nel momento in cui accadono, si vedono più chiaramente guardandosi indietro, sono momenti chiave in cui una decisione modificherà in modo sostanziale la nostra vita. Questo è il racconto di uno di questi momenti. Il giorno che diventai lo schiavo di Elvira. Il suono della notifica di e-mail ricevuta mi ridestò dalla concentrazione del lavoro che stavo portando a termine. Pensai fosse la solita scocciatura, ma quando aprii il client di posta di lavoro non vidi nulla. Guardai allora gli altri account e vidi che il numero 1 nel bollino rosso era quello della mail di Elvira. Era da qualche giorno che non ci sentivamo e diversi mesi che la nostra frequentazione era diventata molto saltuaria. La aprii con la solita …

Ginarchia

Scritto da schiavo amos Pubblicato da Elvira Nazzarri   Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino, dice il detto. Quando tutto ebbe inizio più di due anni fa non avrei mai pensato finisse così, con una resa quasi incondizionata. In principio erano solo giochini e la sensazione che fossero solo brevi cessioni di potere che le concedevo. In fin dei conti il controllo lo avevo sempre in mano io. Ma lei non è una donna normale, piano piano, e senza che tu ne possa rendere conto, lentamente, ti ghermisce. Anche se il termine non è figuralmente corretto perché lei lo fa in modo quasi dolce, anzi ti lascia il campo apparentemente aperto e tu, ingenuamente, credi di muoverti liberamente. Ma lei lo sapeva dal principio che alla fine sarei diventato un suo schiavo. Dovevo solo fare il mio percorso, con i miei tempi, ma poi non sarei più stato in grado di tornare indietro. Così qualche mese fa fui io a proporle di stipulare un contratto di schiavitù per suggellare un …

Il contratto di schiavitù

Scritto da schiavo amos   Mi sono sempre domandato se un atto come un contratto tra una Padrona e il suo schiavo potesse avere un senso. In realtà non ho mai creduto che il contratto di schiavitù potesse aggiungere molto a quello che è un rapporto fatto di equilibrio tra complicità e compensazione tra due persone consapevoli e consezienti. In fondo ho sempre vissuto questo lato della sessualità come un gioco e il contratto come un qualcosa che poteva fare parte di una messa in scena e che quindi si esaurisse al termine di una seduta e che al massimo potesse avere strascichi molto blandi. E forse è proprio qui che si può trovare la risposta, nel confine che separa il gioco dalla realtà. Sempre che esista questo confine. Ultimamente alcuni eventi mi hanno fatto considerare e desiderare di avere un evoluzione. Non entrerò nel merito di questa mia nuova motivazione, anche perché valicherei ambiti molto privati che è bene rimangano tali, ma in questa nuova visione il contratto di schiavitù ha assunto un nuovo …

Mistress Milano (epilogo)

Scritto da schiavo amos Pubblicato da Elvira Nazzarri   Quella parola, schiavo, pronunciato da una donna mi ha sempre eccitato. Crea distanza ed è in grado di farti sentire poco più di un oggetto. A volte le parole hanno un enorme potere emotivo. Ma detto da lei, che ne conosce il profondo significato, la distanza contemporaneamente si amplifica e si annulla. Nel nostro territorio di incontro, dove tutto ciò che per il mondo è in apparenza assurdo, per noi è il senso naturale delle cose. Le sue mani mi serrano i testicoli in una morsa senza via di fuga, mi da le spalle mentre mi trascina senza complimenti attraverso l’appartamento. L’unico rumore il suono deciso dei suoi tacchi. Entriamo in una grande stanza in penombra piena di attrezzi di ogni genere. Poi mi ordina di prendere una valigetta di legno posizionata in un angolo, di metterla per terra di fronte a me e di aprirla. Dentro è piena di biglie di legno. Mi fa inginocchiare sulle biglie, poi prende un bicchiere, mi dice di distendere …

Mistress Milano

Mistress Milano. Due parole possono cambiarti la vita? Un torrido e indolente luglio, la testa quasi in vacanza e di colpo pensieri assopiti, quasi dimenticati, tornano con ineluttabile violenza in superficie; non si può fuggire alla propria natura. Digito le due parole in un misto di rassegnata noia e ostinata speranza. Quante volte ho cercato tra i siti di incontri nel desiderio di trovare una scintilla di quello che scoprii quando anni fa presi coscienza del mio alter ego. Una fidanzata e la voglia di esplorare i lati oscuri della sessualità, le prime fantasie che prendono forma e la consapevolezza acquisita che la strada per il mio nirvana passa attraverso la mia sottomissione. Ma il mio carattere è ribelle e il mio desiderio di essere reso schiavo passa unicamente attraverso una sconfitta. Solo una donna in grado di accettare lealmente una sfida, e vincerla, può possedermi veramente. Così negli anni una mistress si è succeduta all’altra ma nessuna è mai stata in grado di lasciare un segno. In fin dei conti erano solo messe in …