Lo Strillo

D-day

Oggi cade una data molto speciale che mi riguarda, ciò mi porta all’introspezione. Circa un mese fa ebbi una discussione con una persona a me molto cara prima che, in un istante di irritazione, esordisse con: “Io non sono come quei coglioni che frequenti…”. La frase mi ha profondamente ferita. Nessuno può permettersi di giudicare, a maggior ragione la mia corte, i miei cavalieri. Ho molta stima dei miei fedeli, perché sono persone nella vita riuscite, anzi delle vere eccellenze nel loro campo. Sono persone che hanno affrontato dolori e avversità e ne sono uscite con dei contro attributi, una forte corazza. Persone che si sono costruite da sole. Persone che hanno un carattere ben definito. Sentire il bisogno di confessare proprio tutto a una persona che non li giudica, oppure avere ogni tanto necessità di un momento tutto per sé, un momento di distrazione mentale dagli stress e tensioni, un momento durante il quale affidare le scelte agli altri, deresponsabilizzarsi per vedere con maggior chiarezza le proprie esigenze la propria anima non è una colpa! Non è una debolezza… non è un punto a sfavore, ma un segno di lucidità mentale, un elemento che li rende più reattivi successivamente. Io sono onorata della responsabilità che mi affidano e della loro fiducia nei miei confronti. Per cui come con una mamma nei confronti dei figli, nessuno può permettersi di toccare i miei fedeli.