Mistress Elvira

Sweet dreams… bdsm come ricerca di equilibrio e benessere psicofisico.

Come diceva il testo della famosa canzone, chi sono io per dissentire? Da che mondo è mondo ci sono persone che si incontrano, persone con bisogni o, se volete, chiamiamoli istinti. Talvolta i bisogni sono diversi, di tanto in tanto complementari e qualche altra volta i bisogni sono identici.  Ci sono persone che vogliono usare gli altri, altri che vogliono essere usati, c’è chi vuol imporsi e abusare del prossimo e chi vuol essere abusato, privato di ogni responsabilità e scelta.  Perché si generano questi bisogni? Il bdsm è da considerarsi una cosa squallida?

Direi proprio di no, il bdsm è molto di più di una banale espressione di potere e sottomissione; è qualcosa di molto più profondo e vissuto. Ovvio se si incontrano le persone giuste esattamente come nelle relazioni normali. Immaginiamo un rapporto bdsm come una barca a remi con due vogatori. Perché il rapporto funzioni bisogna che remino entrambi nella stessa direzione, non ciascuno nella direzione opposta o peggio uno che si fa trasportare dall’altro senza muovere un dito.

A me personalmente piace sentirmi utile, donare emozioni, risolvere problemi. Aiutare le persone. Sono sempre stata una sorta di “combattente” per natura. Mi piace donare energie e fantasie agli altri, purché siano apprezzate e servano a qualcosa… anche solo a migliorare l’umore della controparte. Dare sollievo. 

Quindi il bdsm a cosa serve?

Si può combattere lo stress con il bdsm. Le teorie più abusate dichiarano che il bdsm sarebbe uno scambio di ruolo rispetto alla vita reale dove i dirigenti e persone abituate a comandare cercherebbero una situazione opposta, così come le donne frustrate cercherebbero di dominare gli uomini come una sorta di rivalsa. Certo, prendere decisioni e avere molta responsabilità anche nei confronti di molte altre persone può veramente essere stancante e usurante dal punto di vista psicologico. Consegnarsi a un’altra persona sarebbe quindi liberatorio. Si tratterebbe di deresponsabilizzarsi, ritagliarsi un briciolo di tempo per se stessi senza dover pensare al passato o al futuro, ai proprio obblighi e ricongiungersi al proprio sé. In questo senso, il bdsm potrebbe essere visto come una sorta di meditazione. È risaputo inoltre che il dolore fisico e la tensione emotiva rilasciano le endorfine, esattamente come un allenamento di jogging.  Le endorfine sono quei neurotrasmettitori che ci fanno sentire più felici, diminuiscono l’ansia e innalzano l’autostima. 

Spesso, a spingere le persone alla ricerca di interazioni di tipo bdsm sono vissuti trascorsi.  Parlo di bisogni molto profondi. Una sorta di tentativo di rovesciare una routine di ruoli e meccanismi di relazione incanalati già durante l’infanzia. Una ricerca di attenzioni mai realmente appagata sino in fondo. Un bisogno d’affetto associato a un comportamento freddo o autoritario della controparte. Come se l’amore si potesse esprimere solo in questo modo. 

Alcune volte, invece, il desiderio di essere puniti ha radici nell’eccessiva indulgenza dei gentitori. Cicrcostanza che si verifica con frequenza nelle famiglie di ceto più elevato. In quel caso ci troviamo di fronte a persone che non si sono mai confrontate con una regola da rispettare e con un’autorità alla quale dover obbedire, perché tutti gli eccessi restavano impuniti. 

Talvolta la ricerca del bdsm è un surrogato momentaneo di un riferimento mancato. Tutti abbiamo bisogno di un riferimento, anche i più grandi dei vincenti.  Anche Giulio Cesare e Alessandro Magno avevano uomini di riferimento e consiglieri. In questo caso la mistress o il master diventano guide spirituali e complici nel miglioramento personale dello schiavo o della schiava. E non se la prendano a male i rispettivi coniugi. Conosco persone molto appagate dalla loro vita coniugale che scelgono questo tipo di riferimento per non pesare sulla moglie o sul marito e non privarli di energie e di tempo. Oppure, lo fanno perché sono loro stesse un supporto ed è chiaro che un supporto non può permettersi di avere dubbi o momenti di fragilità. 

Molte volte a spingere le persone alla ricerca del bdsm è un desiderio di essere compresi, di potersi raccontare. Di svelare a qualcuno che non giudicherà le loro fantasie più perverse o ritenute tali. Per scoprire che non si è soli ed esistono molte altre persone con questi desideri e istinti. Non si è più inadeguati o diversi, ma semplicemente particolari come alcune altre persone. La mistress/master diventano complici con i quali confidarsi e liberarsi del peso di fantasie ritenute sporche. Alcuni definiscono le proprie fantasie da deviati o malati…

Ci sono alcune menti sofisticate e molto auto-controllate che scelgono il bdsm per sfuggire ad altri tipi di disagi psicofisici. Tic, manie ossessivo compulsive, fobie… raramente cedono e si liberano del tutto, ma almeno possono autoregolarsi e gestire questi squilibri dovuti alla loro natura controllata e razionale. 

Alcune volte il bdsm viene scelto come un divertissement, una novità per spezzare la monotonia o la noia. 

In rarissimi casi alcune persone ricercano il bdsm per un desiderio di essere puniti per ciò che si reputa ingiusto. Per i loro peccati. È la loro coscienza sporca che li spinge a punizioni severe per redimersi.