Racconti dei miei faithful

Abusato dalla fucking machine (spinto)

La Mistress regola la fucking machine

Scritto da Kobar
Pubblicato da Elvira Nazzarri

Aveva accettato di collaudare quel giocattolo chiamato sex machine. La sua padrona aveva preparato la macchina in modo che lui si mettesse alla pecorina…

Lui si posiziono’ e lei dopo aver abbondantemente lubrificato il dildo e il suo ano azionò la macchina alla velocità più bassa. Entrò senza difficoltà… lui ansimò e il gioco ebbe inizio. Per un paio di minuti mantenne la velocità iniziale. “Ora aumento un pò…in negozio mi hanno detto che devi stare il più rilassato possibile. Ah, che sbadata, non avevano il lubrificante che volevo ma l’ho ordinato e andrai tu a ritirarlo. La commessa vuole sapere come ti sei trovato e verificare se questo dildo è della giusta misura…”Bravo..cosi…ti stai rilassando..fra un po scorrerà alla perfezione..disse carezzandogli la testa in modo da rendere la cosa ancora più umiliante.

Oramai erano più di 20 minuti che veniva penetrato… “Ora aumento e vediamo cosa succede”, disse la Mistress. Il dildo entrava e usciva senza incontrare nessuna resistenza. Il pene senza minima traccia di erezione sgocciolava di tutto…urina…sperma… La padrona sposto la macchina in modo che il dildo uscisse completamente prima di rientrare.. L’ano ormai non si richiudeva più ed assomigliava sempre più ad una bocca con l’espressione stupita.

“E adesso te lo faccio fumare”… la macchina accelerò, lo schiavo gemette e con un filo di voce farfugliò una richiesta di pietà ma subito dopo con gran stupore ebbe un orgasmo che in realtà somigliò più a una pisciata. Aveva sborrato per stimolazione della prostata. Era arrivato al capolinea. Il cazzo non gli serviva più… la padrona raccolse la ciotola di sborra e urina dicendo: “con questa ci facciamo il giaccio per il tuo gin&tonic che ti piace tanto…bene adesso siamo pronti per la demo che mi hanno chiesto le mie amiche, non ti dispiace vero?

“Come era solo un riscaldamento?”, non riusciva a crederci. “La prego, abbia pietà di me, farò qualsiasi cosa…”  Era stremato ma evidentemente la mistress voleva procedere con un video della sua bestiola abusata in quel modo e così incurante delle suppliche fece ripartire la macchina.

Carponi da ormai più di un quarto d’ora subiva l’azione della sex machine che gli pompava un discreto calibro non velocemente ma senza sosta. Sentiva l’ano ormai rilassato che aveva abbandonato ogni resistenza. La mistress gli carezzava ogni tanto la testa in segno di incoraggiamento. Sotto di lui la ciotola di metallo che aveva raccolto lo sperma del primo orgasmo. Aveva urlato di piacere mentre lei gli aveva sfiorato il pene per aiutarlo e al tempo stesso frustato i testicoli. C’era anche dell’urina fuoriuscita per rilassamento dei muscoli dovuto alla prolungata penetrazione. Lei accelerò il movimento e avvicinò la sua bocca per sussurrargli qualcosa ma soprattutto per fargli respirare il suo alito. Sapeva quanto lo eccitasse. Gli afferrò il pene e cominciò a sbatterlo violentemente sussurrandogli “sborra, cane.. che poi bevi tutto…”
Un orgasmo fortissimo gli fece tremare le gambe come a una puttanella di primo pelo. Il pensiero che tutto ciò fosse stato filmato lo eccitava e umiliava ancor di più. Sentirsi suo in quel modo era bellissimo.