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Io, mistress a Milano: veni, vidi, vici!

Quando mi trasferii e cominciai a fare la Mistress a Milano a tutto pensavo fuorché sarei diventata una mistress. Mistress era un termine a me sconosciuto sino a quel momento. Mi ritrovai a Milano per iniziare la specialistica. Avevo soli 21 anni, ma mi sembravano già tantissimi. Da sempre riuscivo ad affermarmi tra i maschietti e non, a mostrare il mio lato dominante. Come facevo? Sceglievo il leader del gruppo e lo sottomettevo a parole davanti a tutti. Una volta ottenuta la sua stima, il resto del gruppo era mio. Spesso i maschietti più ambiti dalle ragazzine mi cercavano e si proponevano come cavalier serventi, perché mi vedevano molto determinata e capace di affrontare ogni situazione. Poi c’erano i miei amichetti decisamente sottomessi… ma magari di loro vi parlerò nei prossimi articoli.

Nemmeno all’università cambiò questa mia indole. Ricordo che durante un workshop mi sono scontrata  con un ragazzo molto dominante ed ho subito catturato la sua attenzione e di altri due ragazzi disponibilissimi a portarmi i libri, passarmi gli appunti, invitarmi a pranzo ecc. Uno di loro un giorno mi disse: “che atteggiamento da mistress hai avuto in classe”. Non avevo idea di cosa significasse quel termine. Così ho digitato la parola mistress su Google ed ho capito che la definizione mi calzava a pennello. Era da tutta la mia vita che facevo da mistress ai miei amichetti, soprattutto all’inseparabile F., masochista fino all’osso. Mi sono talmente riconosciuta nella descrizione che ho subito voluto studiare il mondo del BDSM per vedere se c’erano luoghi d’incontro dove conoscere persone e capire se in tutto questo potessi avere una dimensione.

Poi, dopo aver compreso la mia natura ho avuto l’illuminazione e ho visto chiaramente la strada che volevo percorrere. In cerca di ciò che avrei voluto diventare mi sono guardata intorno per trovare  un punto di riferimento o di confronto e più volte ho cercato le parole chiave Mistress a Milano… ma quello che usciva non mi appagava. Ce’era un’enorme concentrazione di Mistress a Milano, apparentemente fatte con lo stampino, vestite in latex, pelle, con zeppe esagerate e costumini ridicoli da sexy shop. Molti annunci erano banali, spesso un elenco di pratiche scritte in maiuscolo o contenenti marchiani errori grammaticali. Ho pensato, ma come fa un uomo in gamba a farsi sottomettere da ragazze del genere? Manca stile, eleganza, raffinatezza, educazione, fantasia. Ho avvertito chiara l’ambizione di voler fare la differenza.

Così ho scritto il mio primo annuncio, ma dato che a 21 anni potevo risultare non credibile, o comunque troppo giovane ho mentito. La mia età dichiarata era 26 anni, mi sembrava un’età adatta, nè troppo giovane (dopotutto molti finiscono gli studi e maturano intorno a quell’età) nè troppo matura. Ma non avevo calcolato molte cose.

L’inesperienza di fare giochi del genere con persone spesso del doppio della mia età, solitamente vincenti dal punto di vista professionale. Affrontarli senza una conoscenza accurata di alcune pratiche è stata una mossa spavalda. Mi sono lanciata senza valutare questi importanti dettagli, tanto ero sicura del mio savoir-faire. Le prime tre persone incontrate sono state un esempio ma anche un’esperienza molto formativa. Un imprenditore 40 enne laureato alla Bocconi, un uomo sulla 60ina estremamente altezzoso e arrogante, evidentemente di alta classe e cultura ed un affermato professionista di 44 anni presuntuoso e super masochista. Tutti e tre lombardi.

E’ stato il battesimo del fuoco. Mi hanno fatto capire che ero dotata ma indecisa nelle pratiche e nel pormi. In effetti ero alle prime esperienze, con un’educazione rigida che non mi permetteva di assumere atteggiamento arrogante. Non ero certo il tipo di persona adatta ad offese o mancanza di rispetto con persone di una certa età. Non era quello il modo di pormi. Mi sono sentita colpita nell’orgoglio. Loro non potevano sapere di essere stati il mio debutto nel mondo delle Mistress a Milano. E nemmeno potevano immaginare che non avevo mai praticato ne fatto incontri prima.

Mi sono impuntata. Ho voluto dimostrare a quelle tre persone, con un ego più grande di una casa, che sarei diventata la mistress più brava che avevano mai conosciuto. E questo con le mie capacità. Senza istruirmi su libri e filmini. Senza copiare. Senza assistere a sessioni con altre mistress già conosciute. Volevo essere il risultato delle mie forze, del mio intuito, delle mie capacità e della mia fantasia. Non ho frequentato corsi per pratiche varie, mi sono perfezionata affrontando le persone più difficili e presuntuose, incontrate grazie ai miei annunci non scontati.

Dopo due anni e sei mesi avevo la laurea in tasca e più tempo da dedicare al raggiungimento del mio obiettivo. Ho scoperto molte cose sulle varie pratiche sperimentandole e perfezionandole con vari schiavi. Sono diventata molto abile nel capire le indoli delle persone, nel farle sentire a loro agio, nel farle emozionare, nell’analizzarle e dominarle. Amo le sfide, cerco persone alla mia altezza, difficili, intelligenti e presuntuose. C’è molto più gusto nel sottometterle.

E sapete com’è andata a finire con i miei tre sfidanti del 2010, che volevano sminuirmi? Dopo anni ho avuto la rivincita, li ho fatti ricredere tutti e tre. Si sono sottomessi con reale ammirazione. Hanno riconosciuto la mia evoluzione. Hanno superato i loro limiti, hanno scoperto nuove dimensioni, si sono evoluti. Si sono anche innamorati e tutt’ora ci frequentiamo…

Oggi non sono una delle tante Mistress a Milano. Sono Mistress Elvira…